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“Dove prima viveva in mollezza di fausto gaudioso la famiglia di secolare nobiltà, entra ora a fiotti la piccola umanità dal sangue povero, venuta dal vicolo, dalla soffitta, dal retro bottega. Bimbi nati da genitori che la cattiva nutrizione, l’aria viziata degli opifici e delle case-alveari resero tubercolotici, troveranno nel campestre libero soggiorno la necessaria resistenza fisica per affrontare la vita. [...] Per l’Opera, in denaro, in roba, in lavoro, molto da molti fu dato. [...] Quando io vidi Villa Gonzaga per la prima volta, il tardo autunno la circondava di un’aurea ma desolata magnificenza di foglie morte. Ora la precoce primavera chiama al sole primule e mammole, gonfia le gemme e rinnova nei frutteti il miracoloso biancoroseo della fioritura. Penso alle primavere che verranno…”

Ada Negri, 1922

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Oggetti che mancano alla chiesa Santi Innocenti 29 aprile 1923 - posa della prima pietra la pesatura la duchessa Marianna Visconti di Modrone Le culle Il frutteto Il chiosco Giommi Collegio femminile Gonzaga due opaini Maria Josè, principessa di Piemonte Il parco giochi Umberto di Savoia esercitazioni nel podere in divisa Gruppo di benefattori Opai, cortile interno