storia del preventorio opai

rassegna stampa

le nostre pubblicazioni

lascia una testimonianza

“Dove prima viveva in mollezza di fausto gaudioso la famiglia di secolare nobiltà, entra ora a fiotti la piccola umanità dal sangue povero, venuta dal vicolo, dalla soffitta, dal retro bottega. Bimbi nati da genitori che la cattiva nutrizione, l’aria viziata degli opifici e delle case-alveari resero tubercolotici, troveranno nel campestre libero soggiorno la necessaria resistenza fisica per affrontare la vita. […] Per l’Opera, in denaro, in roba, in lavoro, molto da molti fu dato. […] Quando io vidi Villa Gonzaga per la prima volta, il tardo autunno la circondava di un’aurea ma desolata magnificenza di foglie morte. Ora la precoce primavera chiama al sole primule e mammole, gonfia le gemme e rinnova nei frutteti il miracoloso biancoroseo della fioritura. Penso alle primavere che verranno…”

Ada Negri, 1922

Gallery

Interni del dispensario Maria Josè, principessa di Piemonte La cucina La direzione interno chiesa Santi Innocenti Le tate coi bambini, anni Venti 13 aprile 1923 posa della prima pietra dei padiglioni Regina Elena ed Edda Mussolini Il chiosco Giommi Fontana, particolare gruppo scultoreo, il bambino due opaini L'Opai visto dal podere lezione di disegno Il podere e la casa del mezzadro La tribuna dei principi girotondo la pesatura