Fonte: Milano. corriere .it
Grazie ad un libro, Lino Faccincani è riuscito a rivedere dopo 70 anni vecchi amici
di Elena Raffo

Ha promesso un milione di euro al comune di Olgiate, che grazie ad un libro, gli ha fatto incontrare, dopo 7o anni, il suo compagno di banco, e altri sfortunati alunni che, come lui, furono ospiti, durante la Seconda Guerra Mondiale, dell’Opai, il primo preventorio antitubercolare italiano, creato proprio In villa Gonzaga,ad Olgiate Olona, nel Varesotto, dall’illustre medico milanese, Luigi Mangiagalli. Protagonista di questo nobile gesto, così prezioso in un momento in cui tutti gli amministratori si trovano a far fronte a tagli di spesa ,non indolori, per far quadrare i conti , Lino Faccincani, classe 1930,nato povero,diventato, grazie alle sue doti, industriale di successo e, uno tra i primi , contribuenti italiani. “ Per me il periodo trascorso al preventorio di Olgiate Olona ha significato molto- dice- e ancora oggi lo rammento con serenità e provo gratitudine per quanto mi fu donato e mi sento in dovere di restituire un po’ di quello che ho avuto” . Il finanziamento sarà a favore di progetti legati all’infanzia, da attuarsi, in villa Gonzaga, dove c’era il preventorio. Quell’infanzia di cui Faccincani così ,come ha raccontato nel volume “ Opai io c’ero”, curato dalla scrittrice Enrica Ferrazzi, e voluto dai sindaci Giorgio Volpi e Gianni Montano, va fiero e che è legata a filo doppio a quella struttura in cui la sua salute cagionevole poté migliorare e in cui poté anche studiare. “ Grazie all’aiuto di una maestra dolcissima Luisa Bonomi potei colmare le lacune scolastiche che avevo e riuscii , in quinta elementare, a vincere il primo premio come migliore allievo e a ricevere un libretto di risparmio della Cariplo, con 100 lire” Il primo di una serie di riconoscimenti che lo portarono negli anni a diventare il re del nylon. “ Però il ricordo di quei primi anni e di quegli amici come Flavio dell’Ovo che fu per tre anni mio compagno di banco, mi sono sempre rimasti nel cuore, per questo ho apprezzato lo sforzo del comune che raccogliendo tante testimonianze è riuscito non solo a preservare un pezzo di storia ma a riallacciare contemporaneamente il filo di tante vite”
