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ARRIVEREBBE DA UN IMPRENDITORE CHE FU OSPITE DELL’OPAI
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OLGIATE OLONA – Si è svolta domenica al Cinema Teatro Nuovo di Olgiate Olona la presentazione del volume “Opai, io c’ero”, scritto da Enrica Ferrazzi per raccogliere le testimonianze di chi trascorse parte della sua vita all’interno del preventorio in Villa Gonzaga.
All’evento hanno presenziato molti dei protagonisti del volume, che hanno colto l’occasione per condividere ricordi e memorie di questo luogo importante per la loro vita; l’Opai, infatti, oltre che essere un luogo dove i piccoli venivano preservati dal contagio della tubercolosi, era anche un polo educativo, che forniva ai suoi piccoli ospiti numerosi strumenti per crearsi un mestiere, un futuro ed affermarsi nella vita.
Tra le testimonianze è sicuramente spiccata quella di Lino Faccincani che, proprio grazie alla “scuola di vita” dell’Opai, riuscì a farsi strada e a diventare un personaggio molto importante all’interno del suo ambito lavorativo.
E oggi, qualche decennio dopo, sembrerebbe che Faccincani abbia espresso il desiderio di restituire in un certo qual modo quello che ricevette allora, donando una cifra importante a beneficio del recupero dell’edificio che allora gli fece da casa e ad un progetto destinato al sostegno dei più piccoli.
Da buon imprenditore, però, l’uomo non vorrebbe donare a scatola chiusa, ma starebbe aspettando che gli vengano presentati, anche dall’Amministrazione comunale, dei progetti da vagliare e valutare prima di prendere questa importante decisione.
Resta dunque da capire se questa ipotesi possa o meno influire sul futuro di villa Gonzaga, che attualmente dovrebbe ospitare, alla fine dei lavori di recupero, uno spazio museale dedicato ai più giovani e una casa di riposo per gli anziani, favorendo in questo modo uno scambio generazionale che porterebbe benefici, secondo coloro che hanno realizzato il progetto, a tutto il paese.
Certo, questo non sembra accordarsi molto con il desiderio di una nuova realtà di sostegno infantile che avrebbe espresso l’ex ospite del preventorio che, se sposato appieno dall’Amministrazione, probabilmente finirebbe per rendere ancora una volta la Villa una vera e propria casa dei bambini.
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Loretta Girola
pubblicato il: 27/10/2014 |
