Favola illustrata. “C’era una volta l’Opai”

Fonte: L’informazioneonline.it

CENT’ANNI DEL PREVENTORIO INFANTILE DI OLGIATE OLONA

OLGIATE OLONA – Con la presentazione della favola illustrata “C’era una volta l’Opai”, si sono ufficialmente aperte le celebrazioni per festeggiare il centenario del preventorio anti tubercolare infantile che per diversi decenni ha trovato collocazione all’interno di Villa Gonzaga. L’importanza del volume è sicuramente ben rappresentata dalle parole di Vittorio Lazzarotto: “Quella che viene presentata non è una favola, ma una storia vera vista attraverso gli occhi e i ricordi dei bambini, che ai bambini viene raccontata”.
All’evento, che si è svolto presso il Teatrino della Villa, presenti molti degli ex ospiti della struttura, accompagnati da figli e nipoti e negli occhi di quasi tutti è apparsa qualche lacrima di commozione durante la proiezione del filmato storico dell’Istituto Luce in cui si presentava l’opera del preventorio olgiatese.
Sicuramente questo stato d’animo è stato suscitato anche dalla presenza della signora Elisa Besana, classe 1915protagonista, attraverso i suoi ricordi, della favola scritta da Enrica Ferrazzi per tramandare alla giovani generazioni la memoria di quanto allora avvenne all’interno della Villa.
“Quest’evento – ha spiegato il Consigliere delegato alla cultura Mauro Carnelosso prima di introdurre l’arpista Anita Dragoni che si è esibita durante la presentazione – vuole essere un primo passo per celebrare la fondazione, nel 1914, dell’Opai, e al contempo si inserisce negli eventi legati alla città dei bambini, progetto che quest’Amministrazione sta portando avanti da qualche tempo e che, in un certo senso, nasce proprio anche grazie alla presenza dell’Opai sul nostro territorio”.
“Questa struttura – ha sottolineato il Sindaco Gianni Montano – in quegli anni rappresentò una grande opportunità per i bambini che la frequentarono, sia perché permise loro di sfuggire alla tubercolosi, sia perché diede loro gli strumenti per crescere e affrontare il futuro con competenze e capacità che gli permisero di realizzarsi come persone.
Credo che i grandi edifici come quello in cui ci troviamo oggi abbiano un’anima, noi che frequentiamo la Villa quotidianamente lo sentiamo, e sono convinto che sia nostro compito abbracciarla e farla rivivere prendendo esempio da quanti allora spesero loro stessi ogni giorno per dare qualcosa a quei piccoli.
L’Opai, dunque, può e deve continuare ad essere l’anima di Olgiate, l’anima più nobile del paese”.
“La Signora Elisa – ha raccontato Enrica Ferrazzi, autrice del volume – visse all’Opai nel periodo immediatamente successivo alla Prima Guerra Mondiale; i suoi ricordi del preventorio sono tutt’oggi molto vividi, e coinvolgono molte degli aspetti che, allora, erano decisamente inusuali nella vita di ogni giorno, come ad esempio le laute merende e i bagni nella piscina che era situata all’interno del podere della Villa.
Sicuramente un altro dei ricordi più importanti è quello delle forbici d’argento tempestate di lapislazzuli che porse al re Vittorio Emanuele in occasione dell’inaugurazione dei nuovi padiglioni della struttura; è a questa memoria, e a molte altre, che abbiamo voluto dare vita con le parole e le illustrazioni di questa favola”.
L’Opai rappresentò per questi ragazzi anche una scuola – ha ricordato l’Assessore Alda Acanfora – e lo spirito di allora è quello che permea ancora oggi le nostre scuole; lo scopo è ancora quello di tenere al sicuro i nostri ragazzi, preparandoli ad affrontare il futuro insegnando loro che dovranno affrontare delle battaglie, e spiegando loro che con i giusti strumenti queste battaglie possono essere vinte”.
“La Villa è un simbolo importante non solo per Olgiate, ma per l’Italia intera – ha rimarcato il consigliere delegato alla città dei bambini Giorgio Volpi – il preventorio fu realizzato da privati, da persone che decisero di spendersi per gli altri, e fu poi supportata dalle istituzioni.
Quanto accadde allora deve essere un esempio per il futuro, la memoria è un segno concreto di come siamo stati in grado di affrontare, e superare, sfide ben più grandi di quelle con cui ci troviamo ad avere a che fare oggi”.
Loretta Girola
pubblicato il: 22/09/2014

Pubblicato in rassegna stampa

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