Cinquanta metri di favole

Fonte: ilgiornaledellarte.com

Cinquanta metri di favole

Torna visibile da domani dopo il restauro il ciclo decorativo eseguito nel 1939 da Antonio Rubino, uno dei fondatori del «Corriere dei Piccoli», per il refettorio di Villa Gonzaga a Olgiate Olona

La Capuccetto Rosso di Antonio Rubino incontra il lupo sotto un agrifoglio

Olgiate Olona (Varese). I refettori conventuali, come quelli degli istituti di carità, hanno sovente ospitato sulle loro pareti scene dipinte di tema sacro o di soggetto edificante. Ma in Lombardia, nella Sala Alba di Villa Gonzaga ad Olgiate Olona, vi è un refettorio con un ciclo decorativo piuttosto speciale, in quanto dedicato ai bambini e creato nell’epoca in cui l’Italia visse l’esperienza del regime fascista. Ne è autore il sanremese Antonio Rubino (1880-1964), una figura rilevante nel panorama dell’illustrazione e più in generale della cultura del Novecento e al quale si deve, sul finire del primo decennio del secolo, la fondazione, insieme a S. Spaventa Filippi, del «Corriere dei Piccoli».
Sviluppato lungo cinquanta metri lineari e realizzato a tempera, il ciclo pittorico olgiatese, dopo il restauro, conclusosi lo scorso settembre,  a rimedio di un periodo di abbandono durato vent’anni, sarà aperto al pubblico a partire dal pomeriggio di sabato 8 novembre per il fine settimana e per quello successivo.
Di elegante forma neoclassica e immersa in un parco, Villa Gonzaga passa all’inizio del secolo dai suoi nobili proprietari alla congregazione religiosa delle Pie Signore della Presentazione e successivamente (1918) all’Opera Prevenzione Antitubercolare Infantile (Opai), che la modificherà per farne un luogo di soggiorno e convalescenza per bambini a rischio perché provenienti da famiglie affette da tubercolosi. Dal 1976 la villa è di proprietà del Comune di Olgiate Olona. L’opera di Antonio Rubino, eseguita nel 1939, è abitata da giocattoli, animali e vegetali dal comportamento umano, personaggi dei ghiacci e dei deserti e protagonisti delle favole più note come Pinocchio, Pollicino, il gatto con gli stivali, Cappuccetto rosso. Non vi è un paesaggio di fondo continuo, ma solo piccole inserzioni a volte piuttosto originali, come nel caso di Cappuccetto rosso che incontra un grosso e un po’ spelacchiato lupo all’ombra di un albero di agrifoglio. Tutti i personaggi hanno pose dinamiche e buffe, e trasmettono grande vivacità.
In un solo punto le figurine s’irrigidiscono: sono tre Balilla tre Piccole Italiane che poste ai lati di una mappa raffigurante l’estensione dell’impero coloniale italiano ne onorano la grandezza con il rituale saluto a braccio levato. Era il tema voluto dalla committenza.

di Anna Maria Colombo, edizione online, 7 novembre 2014

Pubblicato in rassegna stampa

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