Granata Wladimiro

Sono nato a Olgiate Olona nel 1947. Quando facevo le elementari, durante una visita scolastica effettuata dal dottor Fraenza52, mi diagnosticarono un focolaio polmonare e suggerirono ai miei genitori di portarmi al Preventorio. Erano gli anni del secondo dopoguerra: vivevamo in case umide, male riscaldate, con un’alimentazione non adeguata visto che le famiglie erano numerose. Per questo motivo devo dire che – sebbene l’ingresso al Preventorio sia stato un po’ traumatico perché voleva dire lasciare la mia famiglia – non posso dire di essere stato trattato male. Ero ben accudito e nutrito, anche se non tutto mi piaceva: soprattutto odiavo il bollito, mentre mi piaceva moltissimo il caffelatte che ci servivano al mattino. Ho trascorso i primi mesi nel reparto isolamento. Poi sono stato trasferito insieme con altri bambini nel padiglione dove oggi ci sono le scuole Ferrini. Rammento molto bene il magnifico scalone che dall’ingresso portava ai piani superiori e le cucine, in fondo, un po’ isolate. Ricordo che c’era un giardiniere che teneva in ordine oltre al parco anche le piscine, raccogliendo le foglie che cadevano all’interno. Era di Olgiate Olona, infatti quando uscii dal Preventorio mi capitava di vederlo in paese. Trascorrevamo molto tempo nel parco a giocare, e rammento che spesso ci bagnavamo nelle piscine contro il volere delle suore che poi ci sgridavano perché rischiavamo di ammalarci, visto che la stagione non era adatta. Anche il fotografo di Olgiate Olona veniva ogni tanto all’Opai per fotografare gli edifici e i bambini.

Tratto dal volume di Enrica Mariateresa Ferrazzi “Opai, io c’ero… Voci e volti della Casa dei Bambini di Olgiate Olona”

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