Cerutti Dora

Sono arrivata all’Opai il 15 settembre 1953 insieme con mio fratello Modesto. Ricordo tutto vagamente. In particolare rammento il giorno di Natale, quando ci portavano nel salone dove, su alcuni tavoli posti a ferro di cavallo, facevano bella mostra di sé tantissimi dono per noi bambini. Alcuni erano stati portati dai nostri genitori, ma poiché c’erano anche molti orfani o bambini che provenivano da famiglie molto povere, i benefattori mettevano a disposizione molti regali anche per loro, così che tutti potessimo essere felici. Rammento una fiera in paese, a cui ci portarono le suore: io avevo vinto una bellissima paperetta in legno con le rotelle, ma le suore mi convinsero a lasciarla a loro. In un’altra occasione i miei genitori mi regalarono una bellissima macchina da cucire, ma io, non so perché, la scambiai con un’altra bambina per avere una scatoletta di stuzzicadenti colorati. Ricordo infine che odiavo le lenticchie: a molte altre bambine non piacevano. Così, quando raccoglievamo le stoviglie, cercavamo di mettere una sopra l’altra le scodelle, nascondendo tra una e l’altra le lenticchie che avevamo avanzato. Le odio ancora adesso.

Tratto dal volume di Enrica Mariateresa Ferrazzi “Opai, io c’ero… Voci e volti della Casa dei Bambini di Olgiate Olona”

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