Mi chiamo Giuliana e sono la figlia del dottor Fulvio Zay, che fu a lungo direttore sanitario dell’Opai.
Mio padre nacque a Trieste il 25 maggio del 1925 , figlio unico di Maura Pellegrini e dell’avvocato Livio Zay. Dopo la maturità al liceo classico di Trieste si trasferì a Padova per iscriversi alla facoltà di medicina ; si specializzò in pediatria e conobbe Eleonora Canella, mia madre, che a Padova era stata inviata dal Direttore della Scuola di specialità di Milano, ad organizzare un importante Congresso
I miei genitori si sposarono il 25 ottobre 1954 e mio padre si specializzò in tisiologia all’Università di Milano il 9.7.1956.
Io, come i miei fratelli Maria Pia e Adriano siamo nati a Olgiate Olona e abbiamo vissuto in Preventorio sino a 14 anni quando l’OPAI chiuse i battenti. Noi abitavamo in un padiglione che dava sulla via Luigia Greppi , al secondo ed ultimo piano. Avevamo una grande terrazza che mia mamma era riuscita a far diventare un giardino pensile e sulla quale i miei genitori avevano costruito una “casetta in Canadà” per me e mia sorella. Ricordo il bellissimo parco nel quale non potevamo andare per non disturbare i bambini ricoverati: avevamo il permesso solo di andare in bicicletta nel viale di accesso e vi garantisco che non era poco. Era un largo viale alberato che terminava con i garage e vicino c’era la chiesa del Preventorio. Anche una fattoria faceva parte del complesso e qualche volta nostro padre ci ha portato a visitarla. Quello di mio padre era un lavoro che lo impegnava giorno e notte, 365 giorni all’anno. Egli era l’unico medico con 450 bambini ricoverati che avevano da pochi giorni a 18 anni i maschi e 16 le femmine. All’interno dell’Opai c’erano quindi anche le scuole ma noi le abbiamo frequentate in paese (mio fratello che nacque nel 1963 le frequentò tutte a Gallarate dove ci trasferimmo), mentre la Cresima e la Comunione ci vennero impartite con gli altri bambini del Prev. nella chiesa interna dove andavamo anche a messa la domenica e la notte di Natale. Non ricordo che mio padre abbia fatto periodi di vacanze se non di pochissimi giorni in cui magari doveva andare a Trieste per qualche necessità o ci accompagnava dai nonni da cui andavamo noi a fare le vacanze e questo sino a pochi anni prima che chiudesse l’opai, quando finalmente ebbe in aiuto una giovane pediatra .
Le infermiere facevano parte di una congregazione di suore ed avevano una superiora che le coordinava. Ricordo con grande affetto suor Domenica che era addetta all’infermeria e al reparto nido.Era proprio una piccola cittadella autonoma.
Ricordo Domenico Gandi falegname che viveva all’interno del preventorio e ogni tanto tornava a casa dalla famiglia.
Altri come l’ing Piano che si occupava dell’amministrazione e la signorina Gigina, sua segretaria, invece venivano tutti i giorni da fuori a lavorare lì.
C’era anche don Sandro Cattaneo, un allampanato prete con lunga tonaca nera, che ha fatto sempre parte della nostra vita: ci ha battezzato, tutti e tre appena nati nella cappella dell’Ospedale di Busto Arsizio dove nascemmo. Frequentava abitualmente la nostra casa e sino a mattina con i miei genitori discuteva di Teologia e Filosofia, fu lui a insegnarci catechismo prima che a mia sorella ed a me, assieme agli altri bambini del Preventorio, venissero amministrate la Prima Comunione e la Cresima
